| IL COLOMBO: INFORMAZIONI GENERALI |
L'insediamento umano sul territorio è una delle cause della sovrappopolazione dei colombi avendo, da un lato, ridotto drasticamente la presenza di specie competitive a livello alimentare e di quelle antagoniste (rapaci) e, dall'altro, prodotto una grande quantità di rifugi e cibo.
Essendo in origine animali di allevamento, questi volatili presentano una attività riproduttiva intensa e continuativa: il colombo raggiunge la maturità sessuale a 4 - 5 mesi; nelle condizioni di illuminazione dell'Europa continentale e mediterranea le covate possono essere fino a 10 all'anno (contro le 2-3 delle popolazioni selvatiche naturali), costituite da 1 - 2 uova.
La percentuale di sopravvivenza è del 40 - 45%, quindi da una coppia si può stimare un incremento di popolazione di 6-8 individui ogni anno.
Le uova sono deposte in semplici nidi di rametti e fili d'erba sovrapposti e vengono covate per 15 giorni; i piccoli sono alimentati con cibo pre - digerito (latte di piccione) per circa 4 giorni e quindi mangime normale, fino a quando non sono atti al volo (20-25 giorni). Durante questo allevamento della prole continua la deposizione di uova e così più generazioni si susseguono senza interruzione.
I colombi sono longevi, spesso superano i 15 anni di vita. Si cibano di ogni sorta di sostanze alimentari (semi, vegetali, e rifiuti) e hanno comportamento sociale gregario.
Riguardo al cibo il colombo è un animale abitudinario, in grado di memorizzare orari e luoghi dove esso viene distribuito o abbandonato.
In linea teorica la potenzialità riproduttiva è valutabile nell'ordine dell'incremento del 300% annuo. Molti fattori portano a ridurre questa grande capacità di incremento demografico (malattie, scarsità di cibo, inverni rigidi, etc.); resta però il fatto che la popolazione tende sempre ad aumentare e quando ciò avviene si crea uno squilibrio da sovrappopolamento che induce disagi e deprime lo stato di salute dei colombi.